Luglio 25, 2008
Nella vita, ci sono dei momenti in cui una persona ti manca molto, e tu vorresti tirarla fuori dai tuoi sogni per stringerla molto forte tra le tue braccia.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma noi continuiamo a guardare la porta chiusa e non diamo importanza a quella appena aperta.
Non fidarti delle apparenze, sono spesso ingannevoli.
Non interessarti alla ricchezza, sparirà.
Cerca qualcuno che ti trasmetta la sua allegria affinché la giornata più triste diventi migliore.
Cerca qualcuno che faccia ridere il tuo cuore.
Sogna ciò che desideri sognare.
Vai là dove ti auguri di andare.
Cerca di essere ciò che desideri essere.
Perché la vita è unica ed esiste solamente una possibilità di fare le cose che vogliamo.
I fortunati non hanno necessariamente il meglio del meglio.
Cercano semplicemente il meglio di quello che essi incontrano sulla loro strada.
Il più bel futuro dipenderà sempre dalla necessità di dimenticare il passato.
Non potrai andare tanto avanti nella vita se non avrai superato gli errori del passato e tutto ciò che ferisce il tuo cuore.
Quando sei nato piangevi e tutti i tuoi familiari sorridevano.
Vivi pienamente la vita, vai sereno alla fine delle cose, in modo da sorridere sempre nonostante le lacrime degli altri.
Nella vita non contano i respiri, ma i momenti che ti hanno tolto il respiro …
Gli attimi più belli …
… Le emozioni, l’amore!
Luglio 17, 2008
Antefatto: Mi domando dopo tutto questo tempo dove sia o cosa sia quel limite che separa la necessità di cancellare il tuo numero dalla stupidita’ di doverlo usare ancora…rimarrà (per il mio bene) questo messaggio perduto nel fondo di una bottiglia che non sa galleggiare e finge di saper nuotare.
Un temporale estivo non turba le onde del mare.
Ma perche’ la sofferenza? Perche’ due persone di mare in quello stesso momento vivevano il mare in modo cosi differente?
Che senso ha andare avanti a ricucire ferite che saranno riaperte ancora piu’ profonde il giorno dopo? Bisogna far guarire l’anima e so di essere sulla buona strada. Ho scoperto con il tempo che il mare e’ l’unico mezzo di comunicazione veramente libero, nessuno lo puo’ controllare solo chi vive il mare sa cosa vuol dire non avere tempo…sto riscoprendo il mare e ho capito che il mare o te lo porti dentro o non c’e’ alcun modo di conquistarlo. Forse l’ho sempre avuto dentro.
La felicità la cerchiamo tra le cose che non conosciamo, perche’ partiamo dal presupposto che essa sia una terra lontana e fantastica da conquistare con sudore e fatica. La felicità, ho imparato che e’ una funzione ben piu’ complessa, non e’ una semplice febbre, ma l’entropia euforica e coinvolgente che questa scatena.
A volte il confine tra una vittoria e la peggiore sconfitta e’ impercettibile. La storia ne e’piena di esempi. Cosa me ne faccio di una vittoria? Quando so di aver perso la guerra?
Capita che non e’ l’andamento generale che sposta gli equilibri di una disputa da una parte o dall’altra, bensi la gestione di eventi particolari che fa crollare anni di certezze.
Ci sono mille motivi per condividere un’emozione che sai essere unica. Ci sono cento motivi per combattere contro i mulini a vento e bianche balene. Ci sono dieci motivi perche’ ti amo, ma non in questa notte senza sonno in cui non ho un solo motivo per sussurrare al vento il tormento che provo ad affidargli queste parole. Le mie parole non hanno peso. Stanno appese al muro e io le guardo, le ascolto. Sento il soffio del loro fiato, della loro flebile voce continuando ad ignorarne il significato.
Ma non ci riesco. Non basta, non basta spostare la testa per distogliere lo sguardo.
Un’onda lunga si infrange sulla spiaggia ed io la ascolto. Un’altra, un’altra. Ed ancora un’altra…
“ho avuto 17 anni anch’io quando ho amato follemente, quasi senza accorgermi di cosa stesse accadendo veramente. Poi ne ho avuti 27 di anni e credevo di sapere tutto sull’amore: circondandola di delicatezze mi facevo spazio verso di lei, quasi nuotando controcorrente, cercavo stupidamente in apnea testarda di farmi largo tra le onde della ragione, tra gli scrosci dei dubbi legittimi, troppo orgoglioso e ferito e caparbio e irrazionale per potermi accorgere dell’unidirezionalita’ di un senso non unico.”
A.T.
“e cosi chiusi la finestra, abbassai gli avvolgibili e cominciai a raccontare mentalmente alla lampadina del soffitto la storia di quell’irrimediabile naufrago che ogni tanto sentivo di essere”. Antonio Lobo Antunes.
Luglio 8, 2008
E’ solo un gradino in piu’ nelle convenzioni sociali, un gradino in meno per arrivare alla conoscenza di un’altra esistenza. E’ perche’ donne non si nasce ma ci si diventa, costruendo giorno dopo giorno. Mattoncino dopo mattoncino e quando arrivera’ un uragano a distruggere tutto, sapete cosa bisogna fare? Dargli un nome, come fanno negli States, identificarlo, raccogliere i cocci e ricostruire. Incollare se ci sara’ da incollare, buttare se ci sara’ da buttare. Asciugherete le lacrime per la devastazione, stringerete i denti e sorriderete soddisfatte di voi stesse. I limiti servono per poter dimostrare a noi stessi che e’ possibile superarli. Ed e’ superandoli che cresciamo.
E’ difficile persino interrompere rapporti negativi e deludenti se ormai vi siete abituati. Il fondo dell’abisso non e’ poi cosi terribile, se ci si resta per poco tempo, e piu’ affronterete di petto la perdita, piu’ la vivrete intensamente, meno ci resterete. Non soffocate i vostri sentimenti, e’ solo accettandoli che potete superarli. Nessun lavoro di ricostruzione avviene senza dolore. E’ necessario accettare un dolore temporaneo per evitare un dolore cronico…liberarsi del passato e’ un processo di crescita. La personalità e’ un processo. La vita, gli avvenimenti sono processi…vivere significa crescere. Crescere significa cambiare, lasciare andare certe cose. Crescere e’ cambiare, molto spesso questa crescita puo’ essere solo frutto del dolore.
Non voglio permettere che un ruolo mi definisca, mi renda inutile, intrappolato, disperato…da oggi saro’ io a definire me stessa.
Devo avere fiducia nel processo che si sta svolgendo dentro di me, ascoltarlo, seguirlo, non fare domande, rinunciare ai legami che mi imprigionano e mi distruggono e andarmene, sicura che cio’ che accade e’ giusto. Adesso so che posso rinunciare alle cose, muovermi, scegliere cio’ che mi e’ piu’ utile, trovare in me la sicurezza, conoscere la mia forza personale, so che posso affrontare ogni situazione, so che posso sopravvivere, che posso trovare cio’ che mi serve…e’questa la forza personale.
“Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni, vivete la vita che avete sempre immaginato.
La grande maggioranza degli uomini conduce un’esistenza di quieta disperazione.
Non potete biasimarmi se parlo alle stelle.”
Thoureau
Non sprecherò piu’ lacrime nuove per vecchi dolori. Finisce cosi, senza parole e nemmeno i titoli di coda…
Giugno 30, 2008
“Girasoli al sole” di Vincent Van Gogh e’ un capolavoro della pittura impressionistica. In vendita, raggiunge sempre prezzi favolosi e piu’ alti della volta precedente. Ha, fin’ora battuto tutti i record di vendita di quadri ad olio. Il dipinto rappresenta 14 girasoli su un intenso cielo azzurro, con le corolle alzate, come per bere intensamente la luce del sole. Questo dipinto che da un senso di calore e gioia, in realta’ fu dipinto nel periodo piu’ buio della sua vita: quando si era tagliato un orecchio, due anni prima di suicidarsi. L’anima di Van Gogh, come i suoi girasoli, era ansiosa di luce, dell’amore che ci illumina la vita, e dell’amicizia che spaventa anche le ombre dell’esistenza. Tuttavia, mentre continuava a rovesciare i bellissimi colori sulla tela, la sua anima si oscurava sempre di piu’. Quando cadde nelle tenebre tanto spesse che gli impedirono di vedere il cielo e la luce, cerco’ sollievo alle sue sofferenze nel suicidio. Il re dei colori abbraccio’ la regina delle ombre: la morte.
Molti somigliano ai girasoli di Van Gogh, cercano la luce, chiedono la luce, hanno bisogno di luce. Vogliono uscire dalle ombre per fuggire dai toni grigi e tetri di una vita sordida e amara. Ma la cercano dove non la troveranno mai. Perché i girasoli? Perché i girasoli sono fiori particolari. Seguono il sole, lo guardano e hanno bisogno della sua allegria e del suo calore. La sera però, chiudono i petali. E’ come se si prendessero una pausa dal mondo. Sembrano aver bisogno di chiudersi verso l’interno per un pò di tempo prima di volgere di nuovo il volto al mondo. Solo dopo aver usufruito di questo periodo di isolamento possono dedicarsi di nuovo al compito loro affidato. Così, quando torna il sole, loro concludono il loro periodo di riposo, si rimettono in azione e riaprono i petali. Riaprendo i petali riprendono a vivere nel mondo che avevano lasciato, fissi nel loro posto.
“Ciò che desidero, è che tutto sia circolare e che non ci sia, per così dire, né inizio né fine nella forma, ma che essa dia, invece, l’idea di un insieme armonioso, quello della vita.
Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi?
L’amore è eterno: può cambiarne l’aspetto, ma non l’essenza.
La nostra vita è come il cammino di un pellegrino. Una volta vidi uno splendido dipinto, rappresentava un paesaggio di sera. Sulla destra, in lontananza, una fila di colline che sembravano blu nelle brume della sera. Al di sopra di quelle colline, lo splendore del tramonto, le nuvole grigie striate d’argento, d’oro e di porpora. Il paesaggio è una pianura coperta d’erba e d’erica, qua e là le cortecce bianche delle betulle con le foglie gialle perché è autunno. Attraverso il paesaggio scorre una strada che porta a un’alta montagna, molto, molto lontana e, sulla cima della montagna, una città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria. Sulla strada cammina un pellegrino, ha un bastone in mano. Egli sta camminando già da molto tempo ed è stanco. Incontra una donna, una figura in nero che fa pensare alle parole di San Paolo: “Anche se triste, tuttavia sempre lieta. Quest’angelo di Dio è stato messo lì per incoraggiare il pellegrino e per rispondere alle sue domande; e il pellegrino chiede: ‘Questa strada è sempre in salita?’. E la risposta è : ‘Sì, fino alla fine’. Il pellegrino chiede ancora: ‘Il viaggio durerà tutto il giorno?’. E la risposta è: ‘Da mattina fino a sera, amico mio’. E il pellegrino continua la sua strada, triste eppur sempre lieto”.
Vincent Van Gogh
Perché l’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare. Funambolismi… La cosa piu’ difficile è avanzare senza cadere…
Giugno 27, 2008

ULTIMO VENERDI DEL MESE: SCAMBIO DI POST CON JESSICA MOH!
Il governo sarà più trasparente?
Originalmente pubblicato il 16 Marzo 2008
Si chiama “debito pensionistico implicito” ed è un debito che il governo italiano non considera in finanziaria .
Quando il pagamento delle pensioni ( che sono delle uscite ) supera gli incassi di contribuzione , si forma un debito. Questo tipo di debito in Italia è cresciuto in modo incontrollato e indefinito in quanto sembrerebbe sia fondato su calcoli ipotetici!
E’ d’obbligo precisare che le pensioni sono delle semplici promesse di enti dello Stato. Promesse fondate su decreti legge, leggine e leggiucole che in continuazione subiscono modifiche , cambiano e a volte vengono meno alle promesse di pensione dello Stato: irreperibilità dei dati sui versamenti di centinaia di migliaia di contribuenti degli anni 40’ 50’ 60’ e anche oltre ! Lo Stato si lava le mani delle sue promesse e lo fa anche in modo tale che il contribuente meno attento non se ne accorga .
Le stime del debito pensionistico implicito italiano variano tra il 200% e il 300% circa , del PIL .Questo significa che se tutti quelli che hanno i “diritti acquisiti” andassero in pensione domani , la forza lavorativa contributiva attuale dovrebbe lavorare per circa tre anni gratis e senza avere un euro per mandare avanti la propria famiglia . Tuttavia questo sforzo servirebbe solo per andare a pari con i pagamenti pensionistici . Dovremmo pure lavorare un altro anno gratis per pagare il resto del debito pubblico e poi sarebbe da calcolare , visto che nel frattempo sono passati circa quattro anni , a quanto ammontano gli interessi ancora da pagare . Dobbiamo pure considerare che negli ultimi anni gli italiani non hanno fatto figli a sufficienza per poter garantire la risorsa contributiva necessaria.
Si è visto che nel campo delle leggi pensionistiche lo Stato fa e disfa in funzione del vento che tira e alla fine ti da quello che per “legge ti spetta” ( quella legge che si fa evolvere e si cambia )!. Perchè i dati del debito pensionistico implicito ( come i dati di non pochi altri settori della finanza pubblica ) non vengono pubblicati?
Il governo Prodi nella prima finanziaria si è rifiutato con tutti i mezzi di METTERE A BILANCIO il debito pensionistico implicito nonostante si fosse impegnato a farlo in sede di ratificazione del Trattato Costituzionale europeo .
Mastella ha “lavorato” come giornalista precario alla RAI per un anno e incassa una pensione di 2,500 EUR mensili . Fazio Antonio incassa una pensione di EUR 30,000 mensili, ovvero 360,000 EUR all’anno ( speriamo prenda pure la tredicesima altrimenti come farebbe a campare? ) per aver servito l’Italia e l’economia italiana come sappiamo ! Delle pensioni dei parlamentari non ne parlo , vi ho guastato già la giornata e vi voglio risparmiare il resto della settimana! ( anche perchè temo saranno gli eventi futuri ad essere ingrati! )
Jessica Moh