Aprile 24, 2007

Volver

Archiviato in: Cinema — ossidiana @ 12:24 pm

Tre generazioni di donne che sopravvivono alla follia della vita.volver

Un Almodovar che “torna” alla grande, abbandonando i suoi eccessi e le sue stravaganze. Per tornare bisogna essere persone vive, i morti non tornano e non piangono. Tornare alla vita solo da vivi e ritornare per ritrovare, per aiutare, per abbracciare e perdonare. Un film dove tutto è possibile, dove niente è perduto, un film dai sapori forti e antichi. L’odore di casa e di ricordi, il vento della Mancha che spazza via il dolore e asciuga le lacrime. Le inquadrature, straordinariamente naturali, contribuiscono a rendere credibile ciò che è paradossale e traducono in semplicità una complessità sconcertante a pensarci. L’alchimia di un film che lega fine e inizio, passato e presente, dolore e gioia, impossibilità e possibilità. Un omaggio a sua madre e alle donne del suo passato, un amore smisurato verso il pueblo, quell’universo attorno al quale è ruotata la sua infanzia. Ancora una volta Almodovar è riuscito a creare uno specchio del mondo interiore dei personaggi che rappresenta, capaci di decidere al di là della soglia della morale e della legalità senza trasformarsi in mostri, al contrario, assumendo le sembianze di veri e propri eroi e eroine del quotidiano.

Yo adivino el parpadeo
de las luces que a lo lejos
van marcando mi retorno.
Son las mismas que alumbraron,
con sus palidos reflejos,
hondas horas de dolor.
Y aunque no quise el regreso,
siempre se vuelve al primer amor.
La quieta calle donde el eco dijo:
“Tuya es su vida, tuyo es su querer!”
Bajo el burlon mirar de las estrellas
que con indiferencia hoy me van volver.

Volver,
con la frente marchita,
las nieves del tiempo
platearon mi sien.
Sentir,
que es un soplo la vida.
que veinte años no es nada,
que febril la mirada
errante en las sombras
te busca y te nombra.
Vivir,
con el alma aferrada
a un dulce recuerdo,
que lloro otra vez.
Tengo miedo del encuentro
con el pasado que vuelve
a enfrentarse con mi vida.
Tengo miedo de las noches
que, pobladas de recuerdos,
encadenan mi soñar.
Pero el viajero que huye
tarde or temprano detiene su andar.
Y aunque el olvido,
que todo destruye,
haya matado mi vieja ilusion,
guardo escondida un esperanza humilde,
que es toda la fortuna de mi corazon.

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