Maggio 22, 2007

Das leben der anderen - La vita degli altri

Archiviato in: Cinema — ossidiana @ 11:08 pm

Das leben der anderenLe vite degli altri è ambientato nel 1984, quando la Stasi è arrivata a organizzare 13 mila funzionari per comandare un esercito di 170 mila collaboratori non ufficiali con l’incarico di controllare e sorvegliare un’ intera società. E’ anche una parabola spietata e insieme ottimista sul Potere, in ogni epoca e luogo. Il tono freddo della fotografia, le scenografie anonime e i pochi colori dominanti bastano a immergerci nell’atmosfera disumana e glaciale della Ddr di vent’anni fa. La vita degli altri è una dimensione segreta, impenetrabile. La vita degli altri è una realtà a noi preclusa. Eppure la vita degli altri, col suo carico di destino che deve rimanerci nascosto, può essere violata, ci si può inserire nelle sue pieghe, afferrandone gli aspetti più segreti. Alla vita quotidiana fatta di paure ed espedienti fa da cornice una Berlino grigia e desolata, una fotografia cupa e bruna con tinte monocromatiche che avvolge i personaggi decisi a sopravvivere, a compromettersi e a resistere. Ogni frase, ogni incontro, ogni sguardo può non essere casuale. La storia dello scrittore, bello e intelligente e della sua donna, Christa-Maria, attrice fragile e sensuale ruota attorno ad una cerchia di amici, intellettuali strozzati dalla Stasi che disperatamente cercano di restare a galla e di portare avanti il baluardo della libertà. Un paese con tasso di suicidio fra i più alti. La stretta sorveglianza, le perquisizioni, gli interrogatori, la prigionia, la limitazione di ogni forma di espressione e l’impossibilità di essere o pensarsi felici. Una dittatura che ti succhia tutto il midollo, che ti reprime e ti sopprime e quando non riesci più ad esprimere te stesso, inizi a scendere verso il fondo senza poterne più risalire. Una spia anonima che resta impigliato nella vita degli altri senza riuscirne a venir fuori, rimanendone incantato, coinvolto a tal punto da stravolgere la vita stessa dei protagonisti. Salvando lo scrittore, facendo redimere lei nella scena più drammatica dove l’eroe e l’uomo si confondono con un misto di sentimenti che oscillano agli opposti fra incredulità e amore. La storia di un uomo anonimo e solo che cerca un senso in una vita che non gli appartiene. Spiando la coppia di artisti, si introduce nel mondo dell’arte e dello spirito libero, delle relazioni umane, che lui non cura. La sua corazza si inizia a sciogliere con il calore delle lacrime che gli solcano il viso ascoltando la “Appassionata” di Beethoven (“Sai cosa diceva Lenin dell’Appasionata di Beethoven? “Se continuo ad ascoltarla non finirò la rivoluzione”. Può qualcuno che ha ascoltato, veramente questa musica essere davvero una cattiva persona?”) per poi farsi ammaliare da Brecht. Siamo davanti la grande storia (quella della Germania dell’est nei suoi ultimi anni di cupo potere), la piccola storia (degli uomini e delle donne che si dibattono per sopravvivere agli eventi), le passioni, la fame di potere, la possibilità di scegliere e di cambiare il corso degli eventi. C’è tutto ciò che riguarda l’umanità con la bassezza, la mediocrità, la grandezza dei piccoli gesti della quale è capace. Il regista riesce a dare ad ogni personaggio quella terribile dimensione da mezze qualità, costantemente imperfetti, pronti al compromesso basso con se stessi, disposti a rinunciare persino ad un pensiero individuale pur di lasciare andare le cose come vanno, pur di sopravvivere. E’ qui che “La vita degli altri” raggiunge il suo apice: in questa capacità di restituirci le parti più nascoste, subdole, inaccettabili di noi stessi. Permettendoci di fare i conti con il lato oscuro dell’essere umano. La vita esteriore della spia che non cambia, dopo la caduta del muro. Triste, grigia come l’avevamo vista all’inizio. L’unica differenza, la più grande differenza è in quel sorriso che gli illumina il viso nel leggere la dedica sull’ultimo libro del drammaturgo e in quel sorriso si può trovare tutto il senso di questo film grandioso.

Assolutamente da vedere.

Nessun commento »

Nessun commento :(

RSS feed dei commenti a questo articolo. | TrackBack URI

Lascia un commento

XHTML ( Puoi usare le seguenti tag): <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong> .