Gennaio 30, 2008

La collega indiana

Archiviato in: Ufficio — ossidiana @ 10:51 am


Due settimane fa e’ arrivata in ufficio una collega indiana, deve aiutare altri colleghi ad installare dei programmi. Siccome ogni tanto ho lo spirito da crocerossina e siccome più spesso mi piace rapportarmi a culture differenti decido di fare da Cicerone per un po’, farle respirare un po’ di salubre aria siciliana ed insegnarle ad orientarsi. Scopro che le ragazze sono due, lavorano in due uffici diversi con lo scopo unico di far funzionare questi programmi.
Non parlano italiano e ci può stare, non riescono a farsi capire ed essendo vegetariane hanno cenato le prime quattro sere con le patatine di McDonald’s e qui inizio a pensare che non andremo da nessuna parte. Tuttavia mi impietosisco, spiego loro che qui da noi, difficilmente la gente capirebbe il significato intrinseco della parola “vegetariano”, da noi, una vera specialità è la carne di cavallo, non si è veri catanesi se non la si mangia, da noi, scopro a fatica e dopo mille ricerche, esiste solo un ristorante vegetariano, un po’ caro e un po’ lontano dal loro hotel e loro che non hanno neanche una cartina non potrebbero mai trovarlo da sole. Decido di fare da autista, le faccio nutrire, le porto al mare, loro che sono abituate solo alla sabbia, si divertono ad ammirare gli scogli, le onde che si infrangono e le bagnano tutte. Camminano scalze, si bagnano i piedi, saltellano e ridono come due bambine. Inizio a fare domande, a chiedere e ad interessarmi della loro cultura, delle famose caste ufficialmente abolite negli anni 60 ma che continuano ad essere la causa maggiore dei suicidi fra le giovani donne, costrette a sposarsi senza neanche conoscere i futuri mariti. Anche a loro non toccherà un futuro migliore, anche loro saranno delle tristi spose predestinate ad un destino da scoprire. Loro che fanno parte delle caste più alte, non potrebbero mai abbassarsi a sposare esseri inferiori, verrebbero degradate e umiliate. Loro non hanno mai bevuto alcolici o fumato sigarette, non è proibito da nessuna legge ma nessuna donna lo fa. Trovano una birra nel frigo della stanza dell’hotel, la provano e quasi vomitano talmente le disgusta, mi chiedono se per caso non si dovesse bere aggiungendo dell’acqua. Sorrido, io che ero così desiderosa di scoprire un mondo diverso ora sono senza parole, intristita da una realtà troppo diversa e, leggendo la rassegnazione nei loro occhi, che mi fa paura. Loro sorridono sempre, contente di una esperienza che difficilmente si ripeterà soprattutto dopo che le famiglie si saranno accordate sulle doti matrimoniali.

«Non voglio che la mia casa sia costruita con le mura tutt’intorno e le mie finestre sprangate. Voglio che tutte le culture germoglino nella mia dimora il più liberamente possibile. Ma rifiuto di essere spodestato da chiunque».

«Dovrò impegnarmi per una Costituzione che rilibererà l’India da tutta la schiavitù e patronato e darle, se ce ne sarà bisogno, il diritto di peccare».

«La verità risiede in ogni cuore umano, va cercata lì e si deve esser guidati dalla verità come ognuno la considera. Ma nessuno ha il diritto di forzare gli altri ad agire secondo la sua visione della verità».
Mahatma Gandhiji

Settembre 1, 2007

La lucertola velenosa

Archiviato in: Ufficio — ossidiana @ 11:02 am

Quei i suoi occhietti verdi e piccoli, fastidiosi all’incrocio, sono da lucertola velenosa.
Il muso sottile serrato come se si trattenesse dal dire qualcosa di maligno, mi da conati di vomito.
La pancia che deborda dai pantaloni troppo corti per qualsiasi essere vivente bipede, mi fa pensare ad un essere lardoso.
Le scarpe di pelle, marrone chiaro, sembrano uscite da un un negozio di antiquariato.
La sua ottusagine e la sua proclamata cultura del piffero sono nauseabonde.
Quella mentalita’ maschilista di chi sa come vanno le cose nella vita, ma che in realta’ non ha mai vissuto le cose belle della vita, fanno salire, in un impeto di pena, tanta tristezza, in un impeto di nervosismo, la voglia di prenderlo a schiaffi.
Ogni tanto mi viene di urlargli dietro, brutto essere abbietto ma prima di criticare gli altri ti sei guardato allo specchio? La vedi la tua brutta faccia di culo in quel cavolo di specchio? Ma te li sei contati i capelli? Non arrivano neanche a 10, e’ inutile che li camuffi sempre calvo sei! Spenderai anche un sacco di soldi per i vestiti, ma il buon gusto non dipende dai soldi, quello o ce l’hai e sembri splendido anche spendendo poco o non ce l’hai e rimani un cafone, ricco, ma sempre cafone!
Prima o poi, quando saro’ estremamente generosa, tranquillo non ti vorro’ picchiare come molti altri, ti vorrei insegnare l’abbinamento dei colori e dei vestiti. Perche’ prima di guardare come si combinano gli altri dovresti guardare come sei combinato tu. Ti assicuro che non e’ invidia se sei criticato e’ semplicemente la tua demenza ad indurre in tentazione.
Le tue pretese di trovare belle ragazze dovrebbero essere direttamente proporzionate al tuo aspetto intellettivo e fisico: lascia la luna a chi e’ astronauta, tu da brava lucertola torna nella melma degli stagni.
Mi appresto ad ammettere l’irrecuperabilita’ del caso. Ognuno merita le proprie lucertole velonose per capire quanto splendido sia..

Legge di Murphy:
Se sei giù sorridi, la morte è peggio.
Se sei triste sorridi, la morte è peggio.
Se sei morto sorridi, il peggio è passato.

Agosto 28, 2007

VOGLIA DI LAVORARE

Archiviato in: Ufficio — ossidiana @ 12:29 pm


Consigli al mio Capo:

1) Mai darmi lavoro ad inizio giornata: aspetta almeno le 16,30; la sfida di una scadenza urgente è stimolante.

2) Se mi dai un lavoro urgente da fare, interrompimi ogni 10 minuti per chiedermi come procede: questo aiuta. Meglio ancora tienimi al telefono e blatera contro tutti.

3) Vai pure via sempre senza dirmi dove sei: questo mi dara’ la possibilità di essere creativa
quando vorranno sapere di te.

4) Se mi dai più di un lavoro da fare, le priorità sono un optional: sono una sensitiva, e’ bello esercitare queste doti giornalmente.

5) E’ bello trattenersi fino a tardi: adoro quest’ufficio e questa azienda, non ho altro posto dove andare o altro cose da fare. Che senso avrebbe una vita al di fuori di qui?

6) Se consideri il mio lavoro svolto in modo decente (non vorrei esagerare scrivendo eccellente), non me lo dire: se lo esterni, potrebbe significare una promozione o un possibile aumento.

7) Se hai istruzioni particolari per un lavoro, non me le annotare per iscritto e non mandarmi e-mails: conservale finche il lavoro non e’ quasi finito. Lo sai mi confondo avendo a disposizione informazioni utili.

8) Non mi presentare mai alle persone con cui sei, e’ irrilevante che io partecipi alle riunioni: non ho diritto di sapere nulla. Quando ti riferirai a loro in seguito, le mie intuizioni geniali li identificheranno e io capiro’ a quali discussioni stai facendo riferimento!

9) Sii gentile con me solo quando il lavoro che sto facendo per te può farti fare un salto e mandarti direttamente all’inferno dei manager.

10) Raccontami tutti i tuoi problemi: nessun altro ne ha ed e’ carino sapere che c’e’ qualcuno meno fortunato. Lo capisco i tuoi pari sono tutti trattati meglio, per me che certi numeri non li ho mai visti e’ un problema serio.

11) Dammi un aumento mediocre nonostante l’incremento del costo della vita e fammi capire che hai dovuto lottare per ottenerlo.

TANTO NON SONO QUI PER I SOLDI…