Luglio 27, 2009

L’UCCELLO CADUTO DAL CIELO!

Archiviato in: Donne — ossidiana @ 7:09 pm

Una mattina tranquilla, SOLO 38 gradi all’ombra, solo tanta voglia di andare al mare e di arrivare a destinazione prima possibile.
Prendo la macchina, gia’ grondante di sudore, solo per aver sceso 2 piani di scale a piedi, mentre mi preparo psicologicamente e fisicamente per affrontare il caldo che mi aspetta, mi accingo alle operazioni di partenza (inserimento radio, cintura di sicurezza, occhiali da sole, ecc…ecc…ecc…). All’improvviso vedo due occhietti neri che mi fissano, oltre allo spavento iniziale, capisco che fra il tergicristallo sinistro e il cofano c’e’ un uccellino. Dando per scontato che fosse morto (e a questo punto mi chiedo perche’?) e pensando alla puzza che avrebbe potuto lasciare, innesco la marcia e parto, cercando con ogni manovra di farlo cadere. Effettivamente dopo un po’ sparisce. Soddisfatta per la bravura arrivo dalla mia amica. Aspetto che lei scenda e per scrupolo controllo che sul cofano della mia auto sia tutto a posto e… tragedia! Scopro che Lui e’ ancora li, apre la bocca e mi guarda con aria terrorizzata di chi vorrebbe dire aiutami. Superato lo shock iniziale, arriva il panico…e’ vivo, e’ ancora li, io sono l’unica che puo’ aiutarlo, che si fa?? Noto che a causa della mia spiccata perspicacia e delle manovre per farlo cadere ha probabilmente un’ala rotta, e’ talmente piccolo da fare tenerezza, sarà caduto dal qualche nido. Colpa del caldo che mi fa cercare i posti per parcheggiare “coperti” da qualche albero! Arriva la mia amica, e dopo le risate iniziali per un uccello, inaspettato caduto dal cielo (porterà bene? Ci convinciamo di si), arriva il momento dello smarrimento, cosa fare? Dopo aver preso in giro e zittito la mia amica che avrebbe voluto lasciarlo su un muretto nella attesa di un altro uccello che avrebbe potuto aiutarlo. Chiamo mia madre cercando di rintracciare il numero di telefono del veterinario che si occupava dei miei cani anni fa, sperando che non sia in ferie. Sono fortunata e sfortunata, il medico c’e’, ma non si occupa di volatili, ma ha il numero di un veterinario che e’ specializzato in uccelli (e qui le battute si sono sprecate!), una terza amica (che altrimenti avrebbe atteso invano il nostro arrivo) lo rintraccia e gli comunica che stiamo arrivando! Si presenta all’ingresso con un uccello in mano (deve essere destino, sarà per forza un’estate fortunata!), sperando non mi faccia pagare e soprattutto che si tenga il mio prezioso volatile, gli spieghiamo la situazione. Lui e’ titubante, il suo non e’ un centro accoglienza per animali feriti e abbandonati. Quando la giornata di mare sembrava definitivamente andata e la nostra disperazione stava toccando il limite massimo, all’improvviso suona il campanello, (io suggerisco di scappare, mentre lui e’ impegnato, l’amica che ha chiamato, lasciando il suo numero di telefono, non e’ dello stesso parere). Entra una ragazza, caso fortuito ha voluto, volontaria nell’unico centro per volatili di Catania (evidentemente la buona sorte si manifesta da subito). “Gentilmente” le diciamo che ha appena vinto un uccello caduto dal cielo. Fra le sue titubanze e le nostre forti insistenze abbiamo noi la meglio. Non riesce a dire no definitivamente e noi scappiamo, verso il mare aspettando l’uccello della fortuna!
La sera ci ripenso, nonostante le disavventure, e i 2l di liquidi persi per l’eccessiva sudorazione (la mia cellulite ringraziera’), il fatto di aver salvato un esserino da morte certa mi rincuora, mi avvolge una sensazione di benessere e mi fa sentire con la coscienza tranquilla…il mio Karma sarà salito alle stelle, adesso attendo ansiosa la fortuna dell’uccello (sperando di non dover attendere la reincarnazione in un’altra vita)!!! Rido.


Luglio 16, 2009

DELFINI

Archiviato in: Donne — ossidiana @ 7:11 pm


Domenica, in barca con alcuni amici, navigando verso luoghi da scoprire, e angoli incontaminati per fare il bagno (ormai sempre piu’ rari), con un senso di liberta’ che solo il mare e l’infinito riescono a farti sentire dentro, abbiamo visto due delfini, due esserini che saltavano e si rincorrevano. Ho sentito dei brividi sulla pelle e ho pensato a quanto sia meravigliosa la natura e la vita, capace di grandi creazioni e di eventi inimmaginabili.

"La vita, dopotutto, era come l'aria. Will, ormai, non aveva più
dubbi al riguardo. Sembrava che non ci fosse alcun modo di
lasciarla fuori, o tenerla a distanza, e tutto quel che poteva fare
al momento era viverla e respirarla. Come la gente riuscisse a
tirarla dentro i polmoni senza soffocare, per lui era un mistero:
era piena di pezzettini. Questa era aria che riuscivi quasi a
masticare…"

Nick Hornby , Un ragazzo


Luglio 8, 2009

SCELTE

Archiviato in: Donne — ossidiana @ 9:10 pm


"Il grande dono che ci è stato dato è il libero arbitrio, cioè poter scegliere. Scegliere vuol dire semplicemente avere due strade davanti e decidere di imboccarne una anziché l'altra. Vuol dire anche saper rinunciare: non so cosa c'era nell'altra strada, né mai lo saprò perché l'ho lasciata alle spalle e non posso più tornare indietro.
Ti ricordi il finale di "Va' dove ti porta il cuore"? "E quando poi davanti a te si apriranno tante strade, e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso ma siediti e aspetta [...] Aspetta ancora."
Sedersi, aspettare. Due parole così lontane dal nostro consumo frenetico del tempo! Non parliamo poi dello stare in silenzio. Eppure sono proprio queste tre condizioni che ci aiutano a prendere la giusta direzione.
L'immobilità, la pazienza e il silenzio.
Perché, per scegliere, è necessario eliminare tutto il chiacchericcio circostante, i modi di pensare comuni, banali, i luoghi e i modi della convenienza. Bisogna andare al fondo di se stessi e mettersi in ascolto. Si deve essere capaci di attendere con pazienza e umiltà, perché la coscienza profonda è schiva come un animale selvatico e spesso altri richiami - voci, consigli, oracoli - cercano di sovrastarla. E ancora, fare una scelta consapevole - come hai notato con il tuo "è tremendo ricominciare tutto daccapo" - rende comunque la vita più difficile.
Perché le scelte costruiscono un percorso. Un percorso che si rivela ben più aspro del semplice farsi trasportare dalla corrente."
Susanna Tamaro , Più fuoco più vento

Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare.
Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.
Hermann Hesse


Canzone ispirata da un bellissimo libro di Hermann Hesse - “Favola D’amore”

Giugno 11, 2009

RIENTRO

Archiviato in: Donne — ossidiana @ 9:24 am


Il rientro e’ sempre traumatico, lo e’ ancora di piu’ se spesso le cose non vanno come ci si immagina o come si spera che vadano per una cosa che hai fortemente voluto.
I posti diventano meravigliosi o malinconici secondo il nostro umore. Come in uno specchio la vita, spesso, riflette noi stessi. La costa nord della Spagna e del Portogallo, le ho viste con occhi nostalgici di spazi perduti che mi portano a ricercare sensazioni che penso tristemente, non si ricreeranno mai piu’. La nebbiolina che bagna la pelle e penetra fin dentro le ossa e’ la temperatura che ci ha accolto, una sensazione di perduta identità e spaesamento che ti lasciano un po’ intontita, ma poi ti abitui, la vita ci ha preparati anche a questo: con un maglione piu’ pesante la pelle non e’ piu’ bagnata, con un paio di occhiali da sole, la luce da meno fastidio e l’anima? L’anima si cristallizza e ogni dolore è anestetizzato da un buon bicchiere di vino. Le tapas, le ostriche, i frutti di mare, il baccala’ e altri mille stuzzichini accompagnano l’euforia che ne deriva.
Tutte le fortezze che circondano i confini, creando un muro con un oceano meravigliosamente immenso, all’interno sono ormai diventati ridenti paesini, hotel di lusso o musei con aria di vecchiume, ti fanno pensare ad un passato maestoso di guerre e paure dalle quali si era sempre pronti a difendersi. Per un attimo la visita all’arcipelago di Los Cies, patrimonio dell’umanità’, con le acque turchesi tipiche di un'isola tropicale, colonie di gabbiani e distese di cisto profumato peculiarita’ delle coste mediterranee, con le scogliere che si ergono come bastioni contro le onde violente dell'oceano Atlantico nel quale sono immerse, mi trasporta in un’altra dimensione. Dimensione di paradisi perduti, di specie animali libere di essere se stesse, dove all’uomo non e’ dato accesso se non in modo rigorosamente controllato. L’uomo non controllato risulta pericoloso persino a se stesso.
Santiago de Campostela e’ un respiro di spiritualità in un paese la cui laicità trova il massimo esponente nel suo leader Zapatero. Non e’ una sensazione religiosa ma spirituale. Sensazioni congiunte di persone, di qualsiasi eta’ e sesso, che si ritrovano a condividere, con spirito di sacrificio e alla ricerca costante dei propri limiti, la stessa via per 800 km.
Madrid, capitale europea per eccellenza, non delude le aspettative, la confusione fino all’alba dell’indomani, le risa, i Botellón, gli ubriachi, i teatri, la festa delle tapas sono la somma di tutto quello che piu’ rappresenta la Spagna nell’immaginario collettivo.
Per una sera e un pomeriggio, come inizio e come fine, ho ritrovato la mia Roma, amata negli anni passati e mia meta di pellegrinaggi amorosi. Ho sentito l’odore di un tempo passato, di angoli densi di ricordi, di luoghi di culto e gente generosa. Ho sorriso ogni volta che ho sentito “che te lo dico a fa’..?” ho passato i piedi sui San Pietrini, guardandoli come se li vedessi per la prima volta e sono tornata a casa con la volonta’ di abbandonarmi al vento della vita senza voler piu’ forzare gli eventi. Sono tornata stanca di lottare per ottenere per forza cio’ che penso possa farmi star bene. Di credere in qualcosa per poi scoprire che e’ tutta una presa in giro. Oggi voglio stare seduta e godermi il bel sole della Sicilia!

Maggio 27, 2009

OGGI…

Archiviato in: Donne — ossidiana @ 11:10 am


Oggi, oggi, oggi…sono sempre piu’ convinta che e’ oggi che fara’ bello domani. Vivere si, proiettati nel futuro ma sapendo che la vita e’ qui, ed e’ adesso. Non bisogna rimandare, non bisogna lasciare nulla di intentato se ne vale la pena, non bisogna solo sognare, ma agire...la vita ti sorride, se la guardi sorridendo.

“Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita...Ma se nel nostro universo esiste la possibilità di diventare quello che ancora non siamo...saprò coglierla e trasformare la mia vita in un giardino diverso da quello dei miei padri?” Muriel Burbery

Finalmente, si parte, ho atteso, ho cercato e ho trovato. Mi assenterò per qualche settimana, solo per tornare con esperienze in piu’ da condividere.

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
"lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi è finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.