Gennaio 13, 2010

GIAPPONE!

Archiviato in: Viaggi — ossidiana @ 10:38 am


Un viaggio che nasce un po’ per caso, un po’ per monotonia, un po’ per un’offerta arrivata, alla quale resistere e’ difficile. Io, purtroppo o per fortuna, alle tentazioni riesco solo a cedere.
Giappone. Leggo, mi documento, mi stupisco, rido e penso ma no, non puo’ essere come si legge. Scopro che e’ cosi, ma e’ anche molto di piu’. E’ un cartone animato dove mi sento spettatrice attiva. Dai mille colori dei capelli ai gesti e alle smorfie, dai vestiti alle strade, dal cibo ai locali, tutto, assolutamente tutto, rispecchia cio’ che ha da sempre nutrito la mia fantasia di bambina romantica davanti alla TV. Una societa’ maschilista dove le donne cercano la rivalsa sembrando spesso una caricatura di se stesse. Ragazzine che per farsi accettare ed ammirare vestono i panni di bamboline d’altri tempi. Ragazzi che lavorano e lavorano, spesso dormono e mangiano nelle stesse aziende. Stanchezza che si fa sentire, nei luoghi piu’ impensati: tutti a dormire nella metropolitana, all’impiedi o seduti poco importa, come se una parte di Tokyo vivesse sottoterra. Persone gentilissime, anche troppo, alle volte hai l’impressione di non potertene liberare, ti accompagnano, ti scortano, chiedono, sorridono e si inchinano, si inchinano all’infinito. Anche se l’inglese e’ per la maggior parte una lingua sconosciuta, cercheranno comunque di essere bravi e perfetti. L’altra faccia, terrificante, della stessa medaglia e’ che ho visto vecchietti a terra, lasciati soli nell’indifferenza piu’ totale. Una nazione dove il numero dei senza tetto e’ il piu’ alto al mondo. Mi chiedo, dunque quale sia la vera anima.
Templi bellissimi, patrimonio dell’Unesco, dove la spiritualita’ si percepisce e quasi si palpa. Lunghi viali di riflessione e fontane di purificazione che ti danno la sensazione di ultra-terreno ad un passo dal caos della tecnologia e della modernita’. In una Kyoto d’altri tempi, Gheishe inseguite come trofei da esibire in una foto da portare in occidente. Manga che, trovo, siano la vera anima di una cultura che mi sfugge. Negozi su negozi, libri su libri, fumetti su fumetti, aprono le porte di un mondo parallelo dove la fantasia la fa da padrone e tutto puo’ succedere. Se sono i fumettisti a copiare dalla vita reale o e’ la popolazione reale a copiare dai cartoni rimarra’ la piu’ grande incognita di questo viaggio.
Un pomeriggio che nasce triste, piovoso e uggioso, a ricercare pezzi di storia in un’Hiroshima distrutta e rinata sulle sue ceneri. Storie di allucinante follia, di dolore e morte senza senso, in nome di qualcosa che non trova ne’ nome, ne’ spiegazione. Mi chiedo, perche’ il signor Truman e il signor Churchill alla luce delle spaventose conseguenze dello sgancio della prima bomba atomica decisero per una seconda. Mi chiedo quale potrebbe mai essere una punizione divina per chi con un semplice “si” decise per un orrore ti tal misura? Pomeriggio che si chiude ancora piu’ triste di com’era nato con un treno che ci riportera’ al caos del mondo.

6 Agosto 1945, 08.15 am
In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante. Fu cento volte piu’ incandescente del sole nel firmamento. Questa palla di fuoco irradio’ milioni di gradi contro la citta’ di Hiroshima.
In questo secondo, 86000 persone arsero vive.
In questo secondo 72000 persone subirono gravi ferite.
In questo secondo 6820 case furono sbriciolate e scagliate in aria dal risucchio di un vuoto d’aria, per km di altezza nel cielo sotto forma di una colossale nube di polvere.
In questo secondo crollarono 3750 edifici
In questo secondo l’uomo che Dio aveva creato a sua immagine e somiglianza aveva compiuto, con l’aiuto della scienza, il primo tentativo per annientare se stesso.