“…Sono un viaggiatore e per un viaggiatore il momento di partire arriva sempre, anche se sembra che la vita trascorra come una vigilia senza fine, nell’hangar nel quale ci siamo rifugiati a lucidare i nostri giorni. Eppure arriva, a volte all’improvviso, prende alle spalle e non lascia il tempo di pensare. A volte, dopo un’attesa così lunga che siamo quasi convinti che non partiremo più, e invece, e’ il bisogno di risalire le correnti dei pensieri e capire, se quello che ci fissa dal fondo dello specchio e’ ancora il nostro sguardo o se qualcuno, nel frattempo, ci ha rubato occhi e parole e trasmette sulla nostra frequenza. E’ cosi che ci si ritrova a viaggiare sulla coda del tempo non per perderti ma per trovarti, ritrovarsi forse. Ritrovare la stagione nella quale sapevamo prendere tutto dal niente, la luce e lo stupore di uno sguardo che riusciva a rendere unico e irripetibile ogni istante. Quello che fa scattare questo bisogno e’ un punto interrogativo, un punto interrogativo che sale, quando le certezze si scheggiano e ti accorgi che le domande sono più delle risposte. All’inizio e’ una voce lontana la senti appena, poi lentamente si avvicina, le parole diventano sempre più chiare, alla fine occupano tutto lo spazio che possono occupare e non puoi fare a meno di ascoltare…”
C. B.
Amici, mi assentero’ per un po’. Ci rileggeremo a fine mese…

