Se invece di aprire la finestra per farlo entrare, accendi ogni tanto un’abat-jour, col tempo potresti anche dimenticarti che esiste e alla fine in quella stanza l’abat-jour diventa il sole.
Porta itineris dicitur longissima esse, la porta è la parte più lunga di un viaggio, ma la questione non e’ solo imparare a viaggiare, diventare più belli e cominciare a volare ma imparare a guardare. Il problema e’ che gli altri non possono dirti niente per farti cambiare idea, se quel sentimento non esiste già dentro di te. Il destino te ne accorgi che c’è, quando guardi indietro, mai, quando guardi avanti. Non siamo noi a stabilire le nostre traiettorie, sono i ricordi che tracciano i confini. La vita puó essere capita solo all’indietro, ma va vissuta guardando avanti.
Quasi tutti gli uomini vivono in una parte assai ristretta del loro potenziale. Si fa uso di una piccolissima porzione della nostra coscienza e delle nostre risorse spirituali. Solo situazioni di emergenza e crisi ci dimostrano che possediamo risorse vitali superiori a quanto supponessimo.
Il mistero piú grande rimane il tempo, esistono calendari, orologi, ma sono tutte misure poco significative. Sappiamo tutti che talvolta un’unica ora puó sembrarci un’eternità, e un’altra passa in un attimo…dipende da quel che viviamo in quest’ora.
Alle volte mi chiedo silenziosi si nasce o si diventa? Le cose non bisogna solo dirle ma sentirle.
Se non riusciamo a cambiare le cose secondo i nostri desideri, gradualmente i nostri desideri cambiano. Non abbiamo saputo superare l’ostacolo? La vita ci ha condotti al di là di esso, aggirandolo. Se ci guardiamo indietro, riusciamo anche a vederlo vicino all’inizio, appena impercettibile alla fine. Sará cosí sempre, basta saper attendere.
La pioggia è imparziale bagna il palazzo di un duca e i quartieri del popolo.
(G. Carcasi)

