Ottobre 9, 2007

The’ con le amiche

Archiviato in: Donne — ossidiana @ 9:16 am


Conversazione fra amiche:
R.: “ Sai perché Madame Bovary passava da un amante all’altro? Perché era abbagliata dal termine AMORE, ma in fondo l’amore cos’è? Una costruzione mentale che ti spinge a cercare fino all’isola che non c’è.”
E.: “ Credo che l’amore sia per i coraggiosi, tutto il resto è coppia.”
G.: “Io ho passato anni a tagliare tutti quei rami che non riesco a dominare e che mi fanno soffrire, ho lottato contro me stessa e contro il mio cuore. Non mi innamorerò mai dell’impossibile. Conosco i miei limiti e la mia capacità di soffrire. Ho sacrificato i miei sogni in nome di una realtà più grande: la pace dello spirito.”
R.: : “Non capisco se scappi verso qualcosa che vuoi o da qualcosa che hai paura di volere, chiunque abbia amato porta una cicatrice.”
E.: “ Lo sai che senza contraddizioni non può esistere il cambiamento? Alla base di ogni decisione importante ci sta qualcuno che ha saputo prendere una decisione coraggiosa e se rimandi sempre le tue decisioni, la vita ti scivola via”
R.: “Per liberarti di qualcosa, la devi attraversare, non serve a niente evitarla. Io ho imparato la scienza degli addii.”
E. & G.: “Cioè?”
R.: “Esempio: Vi amo tutte e due, ma scelgo lui per non farti soffrire”.
Risatine
E.: “Penso che noi siamo fortunate, abbiamo sempre un posto dove tornare. Io quando ho bisogno di rilassarmi, di pensare, di decidere, riesco a farlo con l’aiuto di un suonatore instancabile, un rumore grande. Uno spettacolo imprescindibile: Il mare!”

“..Nel cerchio imperfetto del suo universo ottico, la perfezione di quel moto oscillatorio formulava promesse che l’irripetibile unicità di ogni singola onda condannava a non essere mantenute. Non c’era verso di fermare quel continuo avvicendarsi di creazione e distruzione. I suoi occhi cercavano la verità descrivibile e regolamentata di una immagine certa e completa e finivano, invece, per correre dietro alla nobile indeterminazione di quel andirivieni che qualsiasi sguardo scientifico cullava e derideva..”
A. Baricco