Succede così al povero elefante dentro un negozio di cristalli, basta poco per far succedere un dramma. Le scuse e l’imbarazzo, sono tante. Indifferente e scuro in viso il negoziante raccoglie i cocci e pensa al danno.
Per una bambolina di porcellana buttata giù dal piedistallo, si raccattano i cocci, si cercano, chini sul pavimento, colle mani, a tentoni sotto i mobili, quei frammenti invisibili agli occhi ma non al tatto. Pazientemente si incollano, uno per uno, ci puoi stare una giornata, un mese o una vita. Quando hai finito sei contenta, ci sei riuscita, ammiri il tuo capolavoro. Svegliandoti, giorno dopo giorno, noti, però le crepe, quei frammenti che non sei riuscita a trovare, che forse non sono mai esistiti e ti eri illusa ci fossero, ci fossero tutti. Delusa e sconfitta la constatazione della disfatta è un atto di coraggio. Il coraggio di scegliere il posto più adatto per un oggetto insoddisfatto. Il rimpiazzo è il momento più duro, la scelta, i prezzi da pagare, che chissà perché sono spesso troppo alti, la scelta dei colori, l’imbarazzo di tutti quei no ai commessi indaffarati, l’eccitazione della vista al momento della scelta. Arriva il giorno che torni a casa col tuo pezzo da collocare, non vuoi fare lo stesso errore e sposti il piedistallo, eviti di urtarlo, passi le giornate a coccolarlo.
Un pomeriggio, tornando a casa noti in un negozio di oggetti usati, la tua vecchia bambolina, trovata chissà in quale angolo di spazzatura. Esposta in una vetrina si illuderà di vivere come una regina.

