Nel bergamasco il numero di incidenti stradali e’ aumentato notevolmente nell’ultimo anno, rispetto ai dati del 2006. Per porre un limite e soprattutto per cercare di creare una coscienza sociale nei giovani l’iniziativa, presentata dal presidente della provincia Leonardo Muraro, e’ quella di mandare in onda dei video choc. Si tratta di tre clip da trenta secondi ciascuna (due riproducono la dinamica di un incidente tipico sulle due ruote, uno in moto e l’altro in bici, il terzo, è sulle conseguenze dell’assenza delle cinture di sicurezza), che saranno trasmesse a rotazione sulle emittenti locali e prima dei grandi eventi estivi.
«Se non vedo, non vado» è lo spot di maggior impatto che ricostruisce un incidente realmente accaduto e che vuole attirare l’attenzione soprattutto dei giovani motociclisti. L’ultimo fotogramma è il primo piano di una vera vittima delle strade, con tanto di morto e sangue.
«Il 30 per cento dei decessi tra i giovani - spiega il presidente - avvengono il venerdì e il sabato sera. Una percentuale che non può non allarmarci. E ciò che più fa rabbia è che un terzo di queste morti si sarebbero evitate con l’uso delle cinture di sicurezza». I tre video choc dovranno convincere i giovani a fare più attenzione sulle strade.
Ovviamente non si sono sprecate le critiche sia a favore che contro.
Oliviero Toscani (che con le sue campagne pubblicitarie sui generis si e’ costruito un’immagine) invita a riflettere di più piuttosto che inscenare incidenti fatti “con attori e immagini truculente” che non servono a niente.
«Che i trevigiani smettano di comprare quelle inutili Cayenne ai loro bambini. Il problema è solo culturale. I ricchi trevigiani comprano quegli stupidi suv ai loro figli. Che guidandoli sembra ti vogliano dire: guarda come sono ricco. Treviso è piena di questi suv che servono solo ad ostentare ricchezza. Una volta le donne trevigiane erano belle, dolci, soavi. Oggi sono piene di oro, di trucco e di Cayenne. E i loro figli corrono su questi mostri di metallo per far vedere quanto sono potenti e quanto sono ricchi. La smettano di andare in giro con queste macchine e anche gli incidenti diminuiranno».
Dall’altro lato c’è chi apprezza e fa notare che la BBC e altre organizzazioni di familiari di vittime, in Gran Bretagna, propongono regolarmente tali video, si avvisa il telespettatore che le immagini possono creare disagio per il loro contenuto, ma nessuno si sogna di etichettare come violento uno spot di questo genere.
Anche in Germania e in America, sicuramente piu’ avanti in fatto di sicurezza stradale, oltre alle innumerevoli telecamere agli incroci e sopra i semafori e, nel caso di trasgressione, con multe che arrivano direttamente a casa, si sa che quando si esce in gruppo ci sarà lo “sfortunato” di turno che non deve bere, ma GUIDARE. Il famoso Bob degli spot pubblicitari che andarono in onda anche in Italia tempo fa ma che ormai se ne sono perse le tracce.

