
Bertrand Russell diceva: “Gli uomini farebbero bene a ricordarsi chi sono. Perchè l’uomo è uno degli abitanti di uno dei pianeti di una delle stelle di una delle galassie che compongono l’universo, laddove stelle pianeti e galassie si contano in miliardi ciascuno”.
Cuba, una fra le esperienze più belle della mia vita. Uno fra i posti più meravigliosi che abbia visitato. L’Avana è fantastica, poverissima ma piena di calore umano e sensualità emanata da tutto ciò che ti circonda. La musica che ti entra dentro, che non puoi non ballare, non lasciarti coinvolgere da quei ritmi sud americani così caldi. La sera quando fra i vicoletti bui (si risparmia anche sulla luce) ti senti persa in un ambiente estraneo e pensi anche ostile ti rincuori e sorridi ascoltando la musica che esce dalle finestre, dalle porte aperte e vedi questa gente povera e dignitosa che ha dentro una forza immane e una voglia inesauribile di sorridere e ballare. Si balla ovunque, per strada, nelle case, sul lungomare.
Lo stile coloniale e le auto degli anni sessanta ti fanno pensare di essere in un film americano, i cartelloni contro Bush e gli Stati Uniti e quelli che ricordano il Che fanno sorridere. Tutte le attenzioni verso i turisti, fonte inesauribile di guadagno, ti fanno sentire importante.
Le spiagge sono meravigliosamente pulite, la sabbia bianchissima e l’acqua calda oltre l’inverosimile, fare il bagno di notte soprattutto se in buona compagnia (la forza delle amiche, quelle di vecchia data, che sembrano eterne, te la ritrovi non solo nei momenti tristi ma anche in quelli speciali) e con un buon sigaro risulta un’esperienza unica e che importa se la luna proprio quella sera era calante, bastavano le stelle.
Non ho mai pensato di tornare in un paese visitato, il mondo è troppo grande per soffermarsi due volte nello stesso angolo, ma a Cuba ci torno, assolutamente!
“Las ideas son el alma essential en la lucha de la umanidad”
Fidel


