Seduta davanti al mare, osservavo con lo sguardo che abbracciava tutto l’orizzonte, il sole infuocato dai colori irreali che mischiavano la realtà con la fantasia, sentivo la brezza salire, come un lenzuolo bagnato poggiato sulle gambe fino alle braccia, al viso, ai capelli. Ascoltavo il ritmo lento e monotono delle onde, quelle onde che per quanto perenni non sarebbero state mai uguali. Per un tramonto così, ero consapevole, non c’erano parole. Ci sono sensazioni che ti fanno perdere un battito, ti fanno sentire una vertigine, ti fanno capire la sproporzionata meraviglia del creato.
Amo quel posto che odora di infanzia e di famiglia. Valori veri e profondi che nel corso della vita si assopiscono ma che basta tornare qui per riscoprire e sentirli riaffiorare. La sera prima, assorta nei pensieri, seduta sulle scale di casa, osservavo la vallata verde, ancora incontaminata che mi si stagliava davanti, all’improvviso una lucciola inizia a “danzarmi” davanti, è solo una piccola luce che vola nell’erba per perdersi nell’oscurità, ma è in questa luce e nelle tenebre che lascia al suo passaggio che sta il significato di tutta un’esistenza.
Luglio 2, 2007



